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Osteopetrosi - Osteopetrosis

http://www.argentaweb.it/associazioni/news.asp?num=83

http://www.orpha.net/consor/cgi-bin/OC_Exp.php?Lng=IT&Expert=53

http://www.msd-italia.it/altre/manuale/sez19/2702579a.html

Che cosa è l’osteopetrosi?
L’osteopetrosi, o morbo di Albers-Schönberg, è una malattia genetica che può colpire bambini e adulti. E’ una malattia dello scheletro, un apparato formato dal cosiddetto tessuto osseo.

A cosa serve lo scheletro?
Lo scheletro svolge diverse e importantissime funzioni. Esso serve da impalcatura interna al nostro corpo per permettere il sostegno ed il movimento. Ha una funzione di protezione di organi delicati, quali il sistema nervoso, e inoltre serve come importante riserva di sali minerali, soprattutto calcio e fosfato.

Come è fatto lo scheletro?
Il tessuto osseo che compone lo scheletro è costituito da cellule e da matrice extracellulare mineralizzata. Le cellule sono piccole unità autonome, ciascuna costituita da un nucleo contenente l’informazione genetica depositata in una lunga molecola detta DNA, e da una serie di piccole strutture, dette organelli, che servono al loro funzionamento. Nel tessuto osseo ci sono due grosse categorie di cellule. Gli osteoblasti sono cellule che formano l’osso, contribuendo al suo accrescimento ed equilibrio. Gli osteoclasti sono cellule che distruggono l’osso, liberando il calcio ed il fosfato quando necessario, e contribuendo al cosiddetto rimodellamento osseo, un fenomeno che serve alle varie ossa per assumere la loro forma definitiva confacente le funzioni che esse dovranno svolgere.

Cosa contengono le ossa?
Una caratteristica molto importante delle ossa è quella di contenere un ampio spazio interno che accoglie un importantissimo organo, il cosiddetto midollo osseo. Quest’ultimo serve per formare tutti gli elementi figurati del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. I primi servono per trasportare l’ossigeno che noi respiriamo a tutti i tessuti, i secondi per difenderci da agenti patogeni (per esempio virus e batteri), i terzi per permettere la coagulazione del sangue quando vi siano delle ferite. Durante l’accrescimento le cavità contenenti il midollo osseo sono ampliate dagli osteoclasti. Gli osteoclasti, inoltre, contribuiscono all’ampliamento della cavità del cranio contenente il sistema nervoso e dei forami attraverso i quali passano i nervi. Essi inoltre contribuiscono all’eruzione dei denti contenuti nel cosiddetto osso alveolare della mascella e della mandibola.

Perchè si ha l’osteopetrosi?
L’osteopetrosi è una malattia degli osteoclasti. Nei soggetti affetti, gli osteoclasti sono assenti oppure, come avviene nella maggior parte dei casi, sono presenti ma non funzionano o funzionano poco e male. La conseguenza di questo è che durante l’accrescimento le cavità contenenti il midollo osseo e quelle contenenti gli organi nervosi non si ampliano a sufficienza e gli organi in esse contenuti non si sviluppano adeguatamente. Questo è il motivo per cui i sintomi più importanti dell’osteopetrosi sono la riduzione dei globuli rossi (anemia), dei globuli bianchi (leucopenia) e delle piastrine (piastrinopenia), e difetti neurologici soprattutto a carico di alcuni nervi cranici (per esempio il nervo ottico e il nervo acustico). Inoltre, poichè in questi soggetti il tessuto osseo non viene mai rinnovato, esso risulta molto denso ma allo stesso tempo molto fragile. Infatti, altri sintomi importanti sono rappresentati da fratture spontanee e insorgenza di infezioni (osteomieliti). Trovate una lista dei sintomi della osteopetrosi alla fine di questa pagina.

Come si trasmette l’osteopetrosi?
L’osteopetrosi è una malattia genetica autosomica. Questo significa che il gene malato (mutato) è localizzato su uno dei cromosomi non sessuali. Per questo motivo essa è una malattia ereditaria (cioè trasmessa dai genitori) non legata al sesso (cioè è indifferentemente trasmessa ai figli maschi e alle figlie femmine). Esistono diverse forme di osteopetrosi: (1) Ostepeotrosi Maligna Infantile; (2) Osteopetrosi Intermedia; (3) Osteopetrosi Benigna o dell’adulto.

Osteopetrosi Infantile
E’ la forma più grave della malattia, colpisce i bambini alla nascita ed è trasmessa con un meccanismo recessivo. Questo significa che entrambi i genitori sono portatori sani. La probabilità che due genitori portatori abbiano un figlio osteopetrotico è del 25%, cioè di un figlio ogni 4. Nel 50% dei figli si trasmette un solo gene malato (2 figli su 4), quindi questi diventano portatori sani. Ovviamente queste sono percentuali teoriche, e spesso nella realtà i dati si discostano da esse notevolmente. Questa forma è molto grave perchè i bambini sviluppano entro due mesi di vita gravi anemie, leucopenie, infezioni, e successivamente difetti neurologici. Le terapie possibili sono molto limitate. Il trapianto di midollo osseo può avere a volte esito positivo. Studi recenti hanno dimostrato che in alcuni pazienti terapie con cortisone hanno migliorato il corso della malattia.

Osteopetrosi Intermedie
In questa definizione si raggruppano sindromi con diverso grado di gravità, le quali si trasmettono con meccanismo recessivo. In genere partono con una diagnosi di osteopetrosi maligna infantile, ma successivamente si riscontra che i sintomi sono meno gravi del previsto. In genere i bambini mantengono sintomi importanti, ma essi non conducono rapidamente a esiti letali. Il trapianto del midollo osseo non è in genere indicato. Si possono tentare alcuni interventi farmacologici.

Osteopetrosi Benigna
Questa è la forma meno grave e in genere si diagnostica nell’adulto in seguito all’insorgere di fratture spontanee e di osteomieliti. I sintomi sono in genere di media o lieve entità e l’aspettativa di vita è normale. Si trasmette con meccanismo dominante (cioè è sufficiente un solo gene mutato), quindi il portatore è anche affetto dalla malattia e la trasmette al 50% dei suoi figli (2 figli su 4).

Cosa si sa dei geni responsabili della malattia?
Purtroppo, nonostante sia noto da molto tempo che tutte le forme di osteopetrosi siano trasmesse per via genetica, i geni malati (mutati) sono a tutt’oggi ancora sconosciuti. Esiste una sola forma di osteopetrosi intermedia in cui è stato dimostrato che il gene mutato è quello che determina la sintesi di una specifica proteina (detta anidrasi carbonica di tipo II). Poichè questa proteina è anche importante per la funzione dei globuli rossi, una semplice analisi del sangue può stabilire se questo è il gene coinvolto. Inoltre, poichè lo stesso gene è importante per la funzione dei reni, uno dei sintomi di questa forma di osteopetrosi consiste nella cosiddetta acidosi renale. Infine, questa forma è caratterizzata da calcificazioni cerebrali. Poichè le altre forme di osteopetrosi sono così diverse fra loro, si pensa che anche i geni mutati in ciascuna di esse siano diversi (malattia multigenica).

Cosa si può fare per conoscere meglio l’osteopetrosi?
Per conoscere meglio questa malattia e quindi nel futuro aiutare i pazienti affetti, dobbiamo conoscere i geni responsabili. Per questo occorre studiare pazienti con osteopetrosi dal punto di vista genetico. Poichè la malattia è rara, in genere queste ricerche sono piuttosto difficili. Lo studio dei pazienti non richiede niente di più di quello che fa il medico per la diagnosi e cura. Per esempio, la valutazione delle radiografie fatte al paziente per seguire il corso della malattia può anche servire per comprendere meglio i difetti a carico dello scheletro. Inoltre, un semplice prelievo di sangue può servire molto sia per studiare le cellule in esso contenute, sia per estrarre il DNA ed analizzarlo dal punto di vista dei geni che lo compongono, nel tentativo di individuarne uno mutato. Per il paziente, quindi non vi sono interventi invasivi o dolorosi. Poichè la malattia è trasmessa dai genitori, e poichè anche altri parenti possono essere portatori sani, un prelievo di sangue a tutti i componenti della famiglia aiuta molto per analizzare la sua trasmissione.

Cosa si può fare per i pazienti affetti da osteopetrosi?
I pazienti dovrebbero essere curati da medici che conoscano bene la malattia. Poichè si tratta di una malattia rara, in genere il medico di famiglia indirizza i pazienti verso centri specialistici (ematologia, malattie dello scheletro, pediatria, etc.).

Cosa possono fare i pazienti e le loro famiglie per migliorare le conoscenze sulla malattia?
I pazienti affetti da osteopetrosi e le loro famiglie possono contribuire alle conoscenze su questa malattia rivolgendosi a centri che studiano l’osteopetrosi. Questo può servire loro per tentare delle cure più efficaci, e può servire nel futuro per altri pazienti che beneficierebbero degli studi attuali. Per esempio, comprendere quali geni siano mutati può permettere una diagnosi precoce, compresa la diagnosi pre-natale.

A chi rivolgersi?
Se volete sapere di più circa questa malattia potete rivolgervi a:

Prof. Anna Teti
Dott. Silvia Migliaccio

Università dell’Aquila e Università di Roma “La Sapienza”
Dipartimento di Medicina Sperimentale e Dipartimento di Istologia ed Embriologia Medica

Laboratori di Biopatologia dell’Osso

Sede dell’Aquila: tel: 0862 433510; fax: 0862 433523; e-mail: teti@univaq.it.
Sede di Roma: tel: 06 49766575; fax: 06 4462854; e-mail: s_migliaccio@uniroma1.it

http://www.aafp.org/afp/980315ap/carolino.html

http://www.ost.org.uk

http://www.osteopetrosis.org/

http://www.osteo.org/newfile.asp?doc=p117i&doctitle=Osteopetrosis&doctype=HTML+Fact+Sheet

http://www.familyvillage.wisc.edu/lib_osteopetrosis.html

http://www.paget.org/Information/QA/osteopetrosis.htm

http://www.patient.co.uk/showdoc/26739552/

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